
Alla fine di ogni anno il CENSIS pubblica una relazione che evidenzia lo stato di avanzamento della società. È l'occasione per analizzare non solo dati statistici, ma soprattutto per fare una riflessione circa l'orientamento dello stile di vita della massa, che include tendenze, modalità e prospettive. Nel corso della presentazione del lavoro annuale, ho avuto modo di apprezzare l'intervento di Giuseppe De Rita(1), Presidente del CENSIS. Egli evidenzia come la società abbia sostanzialmente resistito ai mesi più drammatici della crisi seppure con una «evidente fatica del vivere e con dolorose emarginazioni occupazionali» e come, al di là dei fenomeni congiunturali economici e politico-istituzionali dell’anno, occorra una verifica di come si è trasformata la società italiana nelle sue fibre più intime. Infatti sorge il dubbio che, anche se ripartisse la marcia dello sviluppo, la nostra società non avrebbe lo spessore e il vigore adeguati alle sfide che occorre affrontare, poiché sono purtroppo carenti i valori di fondo che garantiscono la solidità necessaria per affrontare le sfide più difficili in tutti i contesti (politico, economico, sanitario, familiare, ecc.).

















