mercoledì 30 giugno 2010

TECNOLOGIA DEL SANTO NOME E I RAPPORTI TRA I VARI LIVELLI DI PSICHE E COSCIENZA (PARTE SECONDA) di Marco Ferrini (Matsyavatara Dasa).

Il termine sanscrito mantra significa 'strumento di pensiero', e anche 'ciò che protegge la mente'. La vibrazione sonora del mantra, infatti, armonizza la mente e la protegge dai pensieri tossici. Quando si è smarriti, negativi, depressi, o comunque emotivamente provati, alterati, cantare o recitare il mantra con sincerità, può modificare radicalmente lo stato di coscienza e produrre serenità, gioia, visione ed ispirazione. Il mantra ha la forza, la potenza d’illuminare la mente, di farla risplendere e di annullare la tenebra che produce malinconia e depressione. Non si tratta quindi di un’azione volta all’annullamento dell’ambito psichico e coscienziale, ma di una precisa opera di eliminazione di tutte quelle scorie che, intasando la mente, precludono alla coscienza di percepirsi così com’è. La coscienza dunque non si svuota, ma assume i caratteri del metafisico. Il mantra non è strutturato come un discorso speculativo, con un inizio, uno svolgimento ed una conclusione; esso non spiega, essendo formulato in un modo che dà per scontata la conoscenza dei contenuti cui si riferisce. È efficace di per sé, ma ancora di più e ancor più completamente nella misura in cui chi lo recita è profondamente consapevole di ciò che sta recitando e della motivazione con cui lo fa.
La letteratura vedica è costituita da un numero incalcolabile di mantra. Tra questi il Mahamantra o 'grande mantra' è il più importante nella spiritualità vaishnava poiché tradizionalmente rappresenta la forma sonora di Dio e possiede le Sue stesse potenze o shakti. Ogni sillaba è densa di energia spirituale e può trasformare l’energia psichica da disecologica ad ecologica. Il Mahamantra dunque è il Signore supremo fattoSi strumento per consentire agli umani di purificare le proprie menti, provocando in loro un cambiamento di coscienza e fornendo una spinta ascensionale che li rende capaci di spezzare tutti i vincoli egoici, di riarmonizzare le varie istanze interiori e di sviluppare le facoltà superiori latenti. La pura, trascendente, vibrazione del Mahamantra, quando esso viene cantato, invocato o meditato con attitudine adeguata, consente di schiarire il campo mentale, di sentirsi in armonia con tutto il Creato e di provare sentimenti profondi di amore e gratitudine per Dio. Il mantra dunque è la forma sonora della Verità (satya rupa), e nel caso del Mahamantra è così composto:

Hare Krishna Hare Krishna
Krishna Krishna Hare Hare
Hare Rama Hare Rama
Rama Rama Hare Hare

Krishna è un nome di Dio che significa 'l'Affascinante', Rama invece si riferisce al Supremo come a 'Colui che dà piacere' e Hara (nel mahamantra al vocativo) designa l'energia di Amore di Dio, o Hladini shakti. Dopo la purificazione del cristallo mentale, il campo della coscienza può attingere direttamente dal piano della Realtà e si popola d’immagini, ricordi, visioni, suoni ed emozioni spirituali, così da consentire la consapevolezza dell’individualità ontologica o nitya svarupa(1).

(1) Il corpo spirituale eterno. Per approfondimenti su questo tema si consiglia l'ascolto del seminario residenziale "I Nove Sentieri dell'Amore" tenutosi dal 13 al 17 Aprile 2006 a Siena.

Tratto dal testo 'Divinità, Umanità e Natura' di Marco Ferrini di cui si consiglia la lettura per un approfondimento del tema.
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2 commenti:

  1. Straordinaria scienza sacra millenaria che puo' arrivare a noi per rinnovare la sua potenza trasformatrice nella nostra vita. Grazie per renderla accessibile ancora oggi!

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  2. Grazie per questa illuminazione sulle potenze del Mahamantra.Grazie per permetterci di evolvere la nostra mente verso il Supremo

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